👤 Chi sono

Chi sono ...? 

 

Mi chiamo Beppe, sono vegetariano, amo la natura e gli animali profondamente, e tutto ciò che nel mondo è bellezza, ma anche perfezione. Pratico quotidianamente il Bakty Yoga da oltre 10 anni, sebbene il percorso per giungere finalmente a questa "meta" è stato lungo ed intenso. Fin da sempre, ho portato dentro di me la convinzione che il mio ruolo in questa esperienza di vita fosse già tracciato, e che non coincidesse con le attività 'ordinarie' a cui mi dedicavo quotidianamente, pur impegnandomi sempre con passione.

Vivo il presente con grande intensità, sempre, alimentando i miei sogni con i desideri che daranno forma al mio futuro. Ogni notte, porto questi desideri con me nel sonno. Essi trovano realizzazione con facilità, a meno che non incontrino ostacoli lungo la strada. Purtroppo di ostacoli ne ho trovati molti e ne affronto tutt'oggi per via di una ostinata persecuzione tra la mia linea di sangue e chi sta dietro allo stato Italiano. E' una lunga storia di impedimenti su tutti i lati, specie quello finanziario, tuttavia non è in questa sede dove saranno fatti gli approfondimenti a tema, dal momento in cui esiste un blog dedicato (per i più curiosi, clicca QUI). 

In questo blog condivido principalmente il presente, in cui vivo in armonia con una famiglia di Akita e le nostre avventure quotidiane. Racconterò anche delle esperienze significative che hanno preceduto questa fase, affrontando le sfide incontrate a causa dell'educazione occidentale ricevuta, con le sue limitazioni, dagli anni dell'infanzia fino ai trent'anni. Condividerò momenti straordinari vissuti lungo il mio cammino e parlerò della mia crescita personale, fino al ritorno in Italia con una coscienza "più aperta". Descriverò le tappe fondamentali della mia vita in Italia, i tre anni passati a Londra e i due anni trascorsi immerso nella bellezza del Brasile. Inoltre, parlerò di altre destinazioni raggiunte durante il mio percorso di studi, come il Nepal e il Marocco. Questi paesi mi hanno lasciato ricordi indimenticabili e insegnamenti preziosi, specialmente il Nepal, mentre sul Marocco avrei alcune considerazioni da fare, pur riconoscendone la bellezza.

Lo sport è sempre stato una parte fondamentale della mia vita. Avrei potuto diventare un calciatore professionista, ma un episodio influenzò il mio percorso con il Lancia, all'epoca squadra satellite della Juventus. Tuttavia, non mi arresi e raggiunsi la Serie C nel calcetto. Anche in quella fase, però, mi trovai di fronte ad alcuni ostacoli che fermarono il mio cammino.

Amo l'adrenalina dello sci, che pratico con una certa audacia, e sono un pattinatore di talento sin dalla nascita. Mi sono cimentato anche nel judo, un'esperienza che però si concluse a causa di decisioni ingiuste da parte dei giudici, che non riuscivo ad accettare. Nonostante sia un'arte marziale straordinaria, in questo paese è spesso minata da favoritismi, un problema non raro anche in altre discipline sportive.

Poi scoprii lo yoga. Questo non divenne solo la mia attività fisica principale, ma si trasformò in una vera e propria filosofia di vita. Lo yoga va oltre la semplice ginnastica; è una disciplina che abbraccia la meditazione, la devozione e molto altro. Oggi lo yoga e la meditazione rappresentano per me non solo un impegno fondamentale per il benessere quotidiano, ma anche una necessità per promuovere un'armonia sociale e ambientale migliore.

Sul piano lavorativo, iniziai giovanissimo. In pochi anni aprii il mio primo negozio di articoli sportivi, la Freesport a Settimo Torinese, dando forma a un sogno fatto di passione, movimento e libertà. La ristorazione fu la seconda grande passione, nata in modo rocambolesco ma sempre più amata nel tempo. Gestii il mio primo ristorante per quattro anni nel Pinerolese, dove imparai sul campo l’arte del cucinare e del fare la pizza - con le mani, la testa, ma soprattutto con il cuore. Perché anche i farinacei, come tutto, rispondono alle nostre emozioni.

Il cammino mi portò fino in Brasile, dove vissi un’esperienza intensa, ed acquistai anche lì un ristorante. Tornato in Italia, diedi vita a un ristorante per bambini nel centro di Torino: L’isola che non c’è. Un progetto innovativo, accolto con entusiasmo dai cittadini, ma purtroppo bocciato dall’allora amministrazione comunale. Poi tre anni a Londra, dove continuai a esercitare la mia professione e dove ho conosciuto una delle città più belle del continente, anche per la sua caratteristica di ospitare cittadini provenienti da un po' tutto il mondo. Nel mezzo, un percorso di studi mi portò a vivere nove mesi in Marocco e altri cinque in Nepal. Tornai poi per altri tre mesi in Brasile, paese che amo per il clima, i paesaggi meravigliosi e, non per ultimo, per la simpatia dei brasiliani. Infine, il ritorno in Italia, proprio all’inizio di un periodo che aveva spaventato il mondo: la pandemia.

È in quel momento che nasceva una delle realtà più belle della mia vita: Akita Family Love. In passato ho avuto un Siberian Husky, fedele compagno d’avventure per quasi tredici anni, e una dolcissima pastore belga trovata per strada, due amori a quattro zampe che continuano a vivere nel mio cuore. Poi è arrivato Jacky, un’anima speciale, un meticcio tra Pastore Tedesco e Husky. Stava per finire in canile dopo quattro anni passati con una famiglia che, a quanto pare, lo aveva scelto più per la bellezza e il colore celeste dei suoi occhi che non per la consapevolezza delle sue necessità. Un cane così, un mezzo lupetto, richiede mani esperte e una notevole quantità di esercizio fisico per mantenere un eccellente equilibrio psicofisico e per gestire al meglio il suo temperamento forte e determinato.

Jacky restò con me poco più di un anno. Lo portai per tre mesi in Marocco, dove finalmente visse le esperienze che gli erano mancate sin dalla nascita. Cambiò completamente: la sua testardaggine svanì, e divenne un compagno eccezionale, sensibile e fedele. Non aveva più bisogno di guinzagli né di ordini continui: era sempre al mio fianco, pronto per una nuova avventura. Aveva solo bisogno di conoscere qualcosa di più di una casa e un recinto. Di vivere. Quanto agli affidamenti però… neh! Non è mai semplice. Purtroppo, quando il mio cammino mi portò verso il Nepal, dovetti affidare Jacky a un giardiniere di fiducia, affinché potesse continuare a vivere in equilibrio e serenità.

Ora vivo in Piemonte, con un bagaglio culturale che custodisco con discrezione e che mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi. Lo porto in silenzio, perché qui il nuovo - il vero, per meglio dire - spesso non viene accolto, ma ostacolato. E diventa facilmente un pretesto per diffamare. Tuttavia in questo blog aprirò la porta anche a questi importanti e meravigliosi argomenti.

Accanto a me vivono sei meravigliose Akita, uniche e speciali: mamma Biba e le sue figlie. Ogni giorno, queste compagne straordinarie mi ricordano il vero significato della parola famiglia. Nonostante parlo quattro lingue, è in quei momenti di silenzio condiviso che scopro la purezza della nostra connessione. Ogni giorno sanno sorprendermi, emozionarmi, regalandomi qualcosa di nuovo e prezioso. Non posso limitarle al ruolo di semplici cani: loro sono la mia famiglia, sono una fonte di ispirazione, sono il mio specchio. Ci divertiamo e giochiamo ogni giorno, a dispetto di chi crede che il mondo non sia un luogo di divertimento.

Questo blog è il mio modo di raccontare e condividere.. celebrare l’amore e la fedeltà dei miei Akita. Oggi lavoro principalmente online, per non allontanarmi da loro.

Vivo immerso nelle gioie della meditazione, e credo che la bellezza non sia mai dove la mettono gli altri, ma dove la trovi tu. Così come la verità. In questo blog trovi tutto ciò che per me, oggi, è bellezza e verità.


 

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❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️LOYALTY ISN'T JUST A WORD; IT'S THE HEARTBEAT OF AN AKITA ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️